venerdì 24 ottobre 2008

NUOVO ATTACCO ALLE PENSIONI DEI LAVORATORI DIPENDENTI

Suona ancora l'allarme per le pensioni dei lavoratori dipendenti che hanno o avranno al 31/12/2009, i requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla normativa vigente. Ad alimentare tale preoccupazione è la proposta di legge a firma di Giuliano Cazzola (ex sindacalista della CGIL, ora deputato del PDL) presentata il 16 giugno 2008, avente lo scopo di applicare, per determinare l’ammontare della pensione, il sistema di calcolo contributivo anche nei confronti di quanti hanno già maturato il diritto al sistema di calcolo retributivo, potendo far valere un’anzianità retributiva al 31 dicembre 1995 pari o superiore a 18 anni.

L’estensione del sistema contributivo a tutti dal 2009, naturalmente, è penalizzante per ciascun lavoratore dipendente del privato e della pubblica amministrazione, in quanto comporta una riduzione dell'ammontare dell'assegno pensionistico.

giovedì 23 ottobre 2008

Berlusconi va alla guerra

Una forcaiola e apparentemente delirante conferenza-stampa quella di oggi di Berlusconi, in teoria sul decreto Gelmini, in realtà centrata su una violenta dichiarazione di guerra al popolo della scuola pubblica - sceso in piazza in centinaia di migliaia sabato scorso -, a chiunque si opponga alle politiche governative e alla stampa non "allineata".

Berlusconi ha iniziato, da principe dei cantastorie, tirando le orecchie alla Gelmini, "colpevole" di aver parlato di maestro unico, mentre all'orizzonte ci sarebbe addirittura una marea di maestre, intorno ad una "prevalente", una di informatica, una di inglese, una di religione e una di educazione fisica. Ma dopo una noiosa serie di amenità del genere, il monarca di Arcore si è calato l'elmetto in testa, ha assunto toni di voce e cipiglio quasi mussoliniani ed ha annunciato che ordinerà al ministro degli Interni di assaltare, d'ora in poi, qualunque interruzione di lezioni nelle scuole e all'Università.

Esattamente quanto chiedevano stamattina in editoriali forcaioli "Il Giornale" e "Libero": quest'ultimo, sotto il titolo "Chiamate la polizia" invitava, in un editoriale di Renato Farina, a stroncare fantomatici picchetti (previsti dal Farina davanti a tutte le scuole per domani) mediante "calci nelle parti molli degli studenti". Berlusconi ha annunciato, dunque, uno stato di emergenza poliziesca e l'aggressione violenta di ogni corteo, occupazione o autogestione del popolo della scuola pubblica.

E un attimo dopo, davanti ad una platea sbalordita, il capo del governo ha dichiarato guerra alla stampa non "allineata" che dedicherebbe "troppo spazio alle proteste di quattro gatti", usando un linguaggio simile a quello della giunta militare argentina dopo il golpe degli anni '70, quando nella prima conferenza minacciò la stampa democratica, invitandola ad abituarsi in fretta al nuovo clima antipopolare. "Avete quattro anni e mezzo per farci il callo" ha sibilato Berlusconi. Perchè nel momento di massima popolarità (cosi ci ripete ogni giorno re Silvio) Berlusconi dichiara guerra a chi protesta?

i pare evidente che il capo del governo è stato colpito non solo dal mezzo milione del corteo di venerdì scorso, promosso da Cobas, Cub e SdL, e dal dilagare della protesta nelle scuole ma sopratutto dal tema centrale delle mobilitazioni di questi giorni: "Non pagheremo noi la vostra crisi". Milioni di lavoratori, pensionati, studenti si sono sentiti dire in questi giorni che i soldi ci sono, che lo Stato può sborsare somme enormi ma che le vuole dedicare al salvataggio di banche fraudolente e di industrie decotte: e si domandano perchè, invece, i soldi non vadano ad aumentare salari e pensioni, a potenziare scuola, sanità e servizi pubblici, unico modo per riavviare sul serio l'economia. Berlusconi vuole evitare l'allargamento del conflitto sociale spostando tutto sul piano dell'ordine pubblico, riproducendo i meccanismi che portarono alla distruzione dei movimenti degli anni'60 e '70.

Ma nè noi, nè gli studenti, nè l'intero popolo della scuola pubblica cadranno nella trappola: non faremo un passo indietro, la lotta nelle scuole e nelle università si intensificherà, ma l'eventuale violenza del governo andrà a vuoto e si ritorcerà contro chi la sta ideando e la vuole praticare.


mercoledì 22 ottobre 2008

MA VERGOGNATEVI VOI, GELMINI E BERLUSCONI

Con la solita faccia di bronzo e una volontà manipolatrice Mariastella Gelmini e Silvio Berlusconi hanno definito “vergognosa” la lotta condotta da insegnanti, Ata, genitori e studenti in tantissime scuole e università contro la sua politica scolastica, i tremendi tagli, il ritorno all’antistorico maestro unico.
Chi dovrebbe vergognarsi è lei, Mariastella Gelmini: lei che tuona contro il “lassismo introdotto dal ‘68” e contro i docenti del Sud che “regalano titoli di studio” ma che non solo ha dovuto ammettere di essere andata a “raccattare” la sua abilitazione da avvocato a Reggio Calabria (perché temeva di essere bocciata a casa sua, a Brescia) ma che se ne è addirittura vantata, affermando che non aveva “tempo da perdere”; lei che cerca di ingannare i cittadini promettendo serietà nella scuola grazie all’introduzione dei grembiulini e del 5 in condotta, come se il cosiddetto “bullismo” temesse le bocciature e non fosse l’emblema più evidente del fallimento cialtronesco di venti anni di tagli e di aziendalizzazione della scuola; lei che vuole togliere il tempo pieno, il sostegno all’handicap e decine di migliaia di maestri a quei bambini che verrebbero traumatizzati dai nastrini neri e non dai ministri del suo governo che invitano alla caccia al rom e al nero, o dalla melma che esce dalle televisioni del suo mentore Berlusconi; lei che vuole immiserire licei e medie superiori con l’obiettivo del “popolo bue” drogato di TV; lei che vorrebbe cacciare, dopo che sono stati spremuti come limoni, i precari indirizzandoli a fare le “guide turistiche”.
E si vergogni lei, Silvio Berlusconi, che, probabilmente in difficoltà, annuncia uno stato di emergenza poliziesca e l'aggressione violenta di ogni corteo, occupazione o autogestione del popolo della scuola pubblica.
Noi, dal canto nostro, intensificheremo le mobilitazioni, faremo assemblee informative e lavoreremo per costruire una grandissima manifestazione nazionale insieme agli studenti e ai cittadini che vogliono salvare e migliorare la scuola pubblica.
Martedì 28 ottobre, Gelmini sarà presente a Torino ad un incontro sulla meritocrazia.
PORTEREMO I NOSTRI SALUTI AL MINISTRO
PARTECIPIAMO TUTTI/E AL PRESIDIO
DI MARTEDI’ 28 OTTOBRE 2008 ALLE ORE 20,00
PRESSO LA SEDE DELL’UNIONE INDUSTRIALE
VIA FANTI 17 - TORINO

lunedì 20 ottobre 2008

Perchè Napolitano Parla a vanvera?


LA SCUOLA ASSEDIATA

A nostra memoria, non era mai accaduto che un presidente della Repubblica - nemmeno Francesco Cossiga, il chè è tutto dire - intervenisse pesantissimamente, a "gamba testa" in linguaggio calcistico, in un conflitto sindacal-politico, come ha fatto ieri Napolitano, poco dopo la fine del gigantesco corteo di Roma (dalle 350 mila alle 500 mila presenze, a seconda dei commentatori) durante lo sciopero generale convocato dai Cobas, Cub e Sdl, con la presenza massiccia del popolo della scuola pubblica. Napolitano è corso in aiuto del governo, e in particolare della ministra Gelmini (che, frastornata dalle cifre dei partecipanti al corteo, era riuscita solo a replicare che i manifestanti non avevano capito e non erano ben informati), affermando, a proposito della politica scolastica berlusconiana, che "non si possono dire solo dei NO e non si può avere sempre paura dei cambiamenti". E questa sua esternazione è stata usata da tutta la stampa governativa in contrapposizione allo sciopero, alla manifestazione e alla ribellione generalizzata del popolo della scuola pubblica. Se nel metodo è d'obbligo pretendere che Napolitano resti nei limiti del suo ruolo e non si trasformi in sindacalista d'appoggio ai "berluscones", colpiscono ancor di più le sue parole se entriamo nel merito. Innanzitutto, perchè, al contrario, è bene avere paura, e molta, di una politica scolastica che vorrebbe razzisticamente discriminare gli alunni extracomunitari dagli italiani, cancellare duecentomila posti di lavoro, espellere in massa i precari, eliminare tutte le scuole con meno di 500 alunni e riesumare la vetusta figura della "maestra unica". E poi perchè il movimento di lotta in difesa della scuola pubblica, oltre ai sacrosanti NO, presenta anche una valanga di SI. SI a massicci investimenti nella scuola pubblica, SI alla massima accoglienza di migranti e portatori d'handicap attraverso il potenziamento delle elementari e delle materne, SI a significativi aumenti salariali che portino al più presto docenti ed ATA a stipendi europei, SI all'assunzione dei precari, spremuti in questi anni come limoni, sottopagati e privati dei più elementari diritti di lavoratori, SI ad una scuola dell'accoglienza, che non discrimini, non separi, non minacci, non pensi di risolvere i problemi della didattica a colpi di 5 in condotta e grembiulini. Ma temiamo che queste cose Napolitano le sappia benissimo. Dunque, ci si impone la domanda: perchè il presidente della Repubblica ha parlato a vanvera, schierandosi così platealmente a difesa dei "berluscones"?


LA SCUOLA ASSEDIATA

17 OTTOBRE 2008: UNA GIORNATA ASSOLUTAMENTE STRAORDINARIA

Una giornata assolutamente straordinaria, lo sciopero più grande mai organizzato dai Cobas e dal sindacalismo di base con punte massime nella scuola, dove nelle principali città si è arrivati al 60-70% di adesione, con la metà delle scuole chiuse, ma anche con ottimi risultati nel Pubblico Impiego, nei trasporti e in molti settori privati.
Enorme la manifestazione di Roma, con 500.000 persone in un corteo che ha sfilato per più di 4ore da p.za della Repubblica fino a P.za S. Giovanni, la piazza delle storiche manifestazioni sindacali, riempiendola. Massiccia la presenza del popolo della Scuola Pubblica con studenti di tutte le età, docenti e ATA, genitori e cittadini, che vogliono impedire la distruzione della Scuola Pubblica, i massicci tagli ad essa, il ripristino dell’anacronistica maestra unica, l’infamia delle classi differenziate per migranti e la restaurazione di una scuola dell’800 che discrimina, minaccia e divide.
Ma in piazza c’era anche una marea di lavoratori che trovano intollerabile che dopo decenni di liberismo trionfante, si ammette che lo stato i soldi li ha ma che li vorrebbe investire tutti a difendere e finanziare banche e banchieri fraudolenti e pirateschi. Visto che i soldi ci sono, dicono i lavoratori, investiamoli per aumenti salariali, per vere pensioni, per eliminare la piaga del precariato, per dare posti stabili, per ripristinare la scala mobile, per investire nella Scuola e nella Sanità pubblica.
Questo il messaggio di speranza e di lotta che parte dall’enorme manifestazione di Roma e che da domani, come Cobas, riporteremo in tutta Italia.
Siamo sulla buona strada, avanti così.

lunedì 13 ottobre 2008

Lo sciopero lo fanno non contro il Governo, ma contro i COBAS

Per chi aveva ancora dei dubbi:

Scuola, Bonanni: «Se il governo ci convoca per discutere revochiamo lo sciopero»

ANSA ROMA (12 ottobre) - La Cisl potrebbe rinunciare «volentieri» allo sciopero generale sulla scuola «alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola». Lo ha affermato il segretario generale del sindacato, Raffaele Bonanni: «Siamo per la riforma della scuola di popolo, perché i lavoratori non possono mandare i figli alle scuole private ma se ne deve discutere davvero - ha detto Bonanni - Se Berlusconi vuole riappacificarsi deve convocare una riunione e so che tutto spinge in questa direzione. Così le energie potremo spenderle per cose più importanti».


Risulta sempre più evidente che lo sciopero indetto da Cgil-Cisl-Uil-Snal-Gilda per il 30 Ottobre non è stato indetto per contrastare la politica scolastica del governo Berlusconi bensì lo sciopero del 17 Ottobre proclamato dai Cobas.

Lo hanno chiamato sciopero unitario e dopo solo 2 giorni dalla proclamazione la Cisl si sfila mentre lo Snals (visitate il sito http://www.snals.it/pageditorialeHp.asp?Doc=gio2062008&Classe=CollAr&Articolo=1) annuncia la propria piattaforma:

"Le nostre proposte

Lo Snals-Confsal, che si è battuto e continua a battersi per il ripristino della serietà degli studi e per restituire il giusto valore alla scuola del “leggere, scrivere e far di conto”,non può accettare questo ritorno al passato che penalizzerebbe in primo luogo gli alunni: in un tempo scuola di 24 ore settimanali, l’offerta formativa verrebbe drasticamente ridotta, alcuni nuovi insegnamenti introdotti negli anni, come l’informatica e l’inglese, indeboliti, e la qualità della scuola compromessa.

Fermo restando che l’organizzazione modulare va salvaguardata, lo Snals-Confsal ritiene che siano possibili altre forme di contenimento della spesa nella scuola primaria: ad esempio abolendo le compresenze e prevedendo 18 ore frontali di insegnamento per ciascun docente.

Le restanti 4 ore necessarie per completare le 22 di insegnamento previste dal contratto di lavoro, potrebbero essere utilizzate per le supplenze di circolo o di plesso, il che comporterebbe una diminuzione della spesa per le supplenze brevi.

Si potrebbe inoltre ipotizzare un modello organizzativo di tre insegnanti su due classi che preveda un insegnante “prevalente”, a rotazione, almeno all’inizio del ciclo, prevedendo un orario settimanale di lezione di almeno 27 ore;sarebbero così salvaguardati moduli, tempo scuola e insegnamenti.................."

Sono queste le basi su cui i Sindacati "rappresentativi" hanno chiamato i lavoratori della scuola allo sciopero del 30 Ottobre, quando oramai il decreto Gelmini sarà legge (vi ricordo che già domani il decreto è al senato e sarà votato, presumibilmente, tra il 22 e 24 Ottobre)?

Facciamo appello dunque a tutti/e i docenti ed Ata, studenti, genitori e cittadini/e intenzionati a difendere e migliorare la scuola pubblica, perché scioperino nell’unico giorno efficace a disposizione, il 17 ottobre 2008, e partecipino alla Manifestazione Nazionale di Roma (Piazza della Repubblica, ore 10), collocandosi, con i propri simboli e bandiere, dietro lo striscione unitario “NO ALLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA”, firmato da “Il popolo della scuola pubblica”.

venerdì 10 ottobre 2008

Piero Bernocchi risponde per le rime al ministro Brunetta


Il ministro Brunetta a proposito degli insegnanti ha dichiarato: "I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e in maggioranza non sono neppure entrati per concorso, ma grazie a sanatorie. E poi 1.300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l´insegnamento è part-time e come tale è ben pagato".

Gli ha risposto per le rime il nostro Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola: "Senti chi parla, Brunetta da docente universitario prende quattro volte lo stipendio di un insegnante di scuola e ha un orario molto più ridotto. Parla delle ore di insegnamento ma si scorda quelle che il docente impegna per preparare le lezioni, aggiornarsi e valutare gli studenti. La sua uscita bizzarra contribuirà al successo del nostro sciopero e della manifestazione del 17 ottobre a Roma".

giovedì 9 ottobre 2008

La distruzione della scuola pubblica in numeri

LA SCUOLA ASSEDIATA

Abbiamo denunciato i pesanti tagli alla scuola pubblica ad opera del ministro Gelmini e Tremonti. Vogliamo però mostrarvi i numeri di tale distruzione che inevitabilmente si ripercuoterà sulla qualità dell’Istruzione. Vi invitiamo dunque ad aprire questo [link] e ad analizzare nel dettaglio i numeri tratti dal “Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (di cui all’art. 64 dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 – Brunetta)” emanato il 26/09/2008.

Ne approfittiamo per ricordarvi che il 17 ottobre i Comitati di Base della Scuola hanno indetto una giornata di sciopero generale per fermare la “mattanza” della scuola pubblica. Partecipate ed invitate i colleghi a partecipare allo sciopero.


mercoledì 8 ottobre 2008

Fiducia al decreto Gelmini Il 17 ottobre tutti/e in sciopero e in piazza a Roma per fermare la distruzione della scuola

LA SCUOLA ASSEDIATA

Incalzato dal crescente movimento di protesta contro la politica scolastica di Gelmini-Tremonti, il governo pone la fiducia alla Camera sul decreto Gelmini. Non è una prova di forza ma la dimostrazione di una debolezza .Al di là dei compiacenti sondaggi, infatti, il governo sa che la maggioranza di docenti, Ata, studenti e genitori che hanno a cuore le sorti della scuola, sono ostili alla volontà tremontiana di “fare cassa” massacrando i servizi pubblici, al terrificante taglio di posti di lavoro (circa 200 mila), al ritorno della vetusta figura della maestra unica, al ripristino di una scolarità da libro-Cuore, con grembiulini e bocciature per la “condotta”. Il governo ha tempo fino al 31 ottobre per convertire il decreto, ma ciò che teme non sono tanto le “trappole” alla Camera e al Senato (dove il decreto verrà discusso la prossima settimana) quanto la dimostrazione di forza che il popolo della scuola pubblica sta preparando per il 17 ottobre, giorno dello sciopero generale e della manifestazione nazionale a Roma, promossa dai Cobas. Nelle ultime settimane in tutta Italia si sono svolte migliaia di assemblee e iniziative di piazza, e in tutte la parola d'ordine unanimemente condivisa è quella di arrivare il 17 ottobre allo sciopero generale di tutto "il popolo della scuola pubblica". Fortissima è la pressione degli iscritti/e ai sindacati "maggiormente rappresentativi" verso i propri vertici, affinchè si arrivi a questo grande momento unitario in difesa della scuola pubblica.

Facciamo comunque appello a tutti/e i docenti ed Ata, studenti, genitori e cittadini/e intenzionati a difendere e migliorare la scuola pubblica, perché scioperino nell’unico giorno efficace a disposizione, il 17 ottobre, e partecipino alla manifestazione nazionale di Roma (P.della Repubblica, ore 10), collocandosi, con i propri simboli e bandiere, dietro lo striscione unitario “NO ALLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA”, firmato da “Il popolo della scuola pubblica”.

Da Torino stiamo organizzando il viaggio in Pullman

La partenza è prevista per Giovedì 16 Ottobre alle ore 24,00, l'arrivo a Roma è previsto per le ore 8,30 di Venerdì.

Per il rientro: partenza da Roma alle ore 16,00 con arrivo a Torino previsto per le 24,00 circa.

Per questioni organizzative, accettiamo le prenotazioni entro lunedì 13 Ottobre. Per prenotare e avere altre informazioni: e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com o telefonare ai seguenti numeri: 011334345 (lasciare anche un messaggio), 3477150917 (lasciare anche un messaggio).


martedì 7 ottobre 2008

Dilaga la protesta anti-Gelmini, verso lo sciopero della scuola del 17 ottobre. Appello al popolo della scuola pubblica

Ogni giorno che passa, si approfondisce e si allarga in tutta Italia la protesta contro la distruzione della scuola pubblica, i tagli devastanti di posti di lavoro, classi, orario, il maestro/a unico/a e in generale contro tutta la politica scolastica di Gelmini-Berlusconi.
Dopo la grande giornata di mobilitazione del 4 Ottobre a Torino, continuano a svolgersi dappertutto migliaia di assemblee partecipatissime, sit-in, presìdi e occupazioni di scuole, a cui partecipano non solo docenti ed Ata ma anche studenti, genitori e cittadini interessati/e a difendere e migliorare la scuola pubblica.
In particolare in tutte le assemblee e mobilitazioni di docenti ed Ata la parola d'ordine unanimemente condivisa è quella di arrivare il 17 ottobre allo sciopero generale di tutto "il popolo della scuola pubblica", anche perchè si prevede che il Dl 137 (Gelmini) sarà approvato entro il 22 Ottobre.
Non c’è più tempo da perdere
Fortissima è la pressione degli iscritti/e ai sindacati "maggiormente rappresentativi" verso i propri vertici, che per il momento però restano sordi e muti, affinchè anche essi convochino lo sciopero nella stessa giornata del 17, già promossa dai Cobas.
Noi facciamo appello a tutti i docenti ed Ata, e in generale all'intero popolo della scuola pubblica che sa quale è veramente la posta in gioco - e cioè la distruzione e ridicolizzazione di una scuola che, a puro fine di risparmio aziendale, si vuole ridurre ad un "parcheggio" produttore di ignoranza e superficialità - a promuovere con noi lo sciopero generale di tutta la scuola per il 17 ottobre; e a partecipare tutti/e alla grande manifestazione che si terrà a Roma, in un possente blocco unitario della scuola che dimostri la forza e la presenza numerica dei difensori di una istituzione che deve essere la principale fonte di educazione e formazione adeguata di cittadini/e in grado di "leggere il mondo da soli" e non succubi impotenti e ignoranti dei grandi poteri economici, aziendali e politici.
Prepariamo unitariamente lo sciopero e la manifestazione del 17, no alla distruzione della scuola pubblica, Gelmini vattene.
Da Torino stiamo organizzando il viaggio in Pullman
La partenza è prevista per Giovedì 16 Ottobre alle ore 24,00, l'arrivo a Roma è previsto per le ore 8,30 di Venerdì.
Per il rientro: partenza da Roma alle ore 16,00 con arrivo a Torino previsto per le 24,00 circa.
Per questioni organizzative, accettiamo le prenotazioni entro lunedì 13 Ottobre. Per prenotare e avere altre informazioni: e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com o telefonare ai seguenti numeri: 011334345 (lasciare anche un messaggio), 3477150917 (lasciare anche un messaggio).