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giovedì 9 ottobre 2008

La distruzione della scuola pubblica in numeri

LA SCUOLA ASSEDIATA

Abbiamo denunciato i pesanti tagli alla scuola pubblica ad opera del ministro Gelmini e Tremonti. Vogliamo però mostrarvi i numeri di tale distruzione che inevitabilmente si ripercuoterà sulla qualità dell’Istruzione. Vi invitiamo dunque ad aprire questo [link] e ad analizzare nel dettaglio i numeri tratti dal “Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (di cui all’art. 64 dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 – Brunetta)” emanato il 26/09/2008.

Ne approfittiamo per ricordarvi che il 17 ottobre i Comitati di Base della Scuola hanno indetto una giornata di sciopero generale per fermare la “mattanza” della scuola pubblica. Partecipate ed invitate i colleghi a partecipare allo sciopero.


martedì 7 ottobre 2008

Dilaga la protesta anti-Gelmini, verso lo sciopero della scuola del 17 ottobre. Appello al popolo della scuola pubblica

Ogni giorno che passa, si approfondisce e si allarga in tutta Italia la protesta contro la distruzione della scuola pubblica, i tagli devastanti di posti di lavoro, classi, orario, il maestro/a unico/a e in generale contro tutta la politica scolastica di Gelmini-Berlusconi.
Dopo la grande giornata di mobilitazione del 4 Ottobre a Torino, continuano a svolgersi dappertutto migliaia di assemblee partecipatissime, sit-in, presìdi e occupazioni di scuole, a cui partecipano non solo docenti ed Ata ma anche studenti, genitori e cittadini interessati/e a difendere e migliorare la scuola pubblica.
In particolare in tutte le assemblee e mobilitazioni di docenti ed Ata la parola d'ordine unanimemente condivisa è quella di arrivare il 17 ottobre allo sciopero generale di tutto "il popolo della scuola pubblica", anche perchè si prevede che il Dl 137 (Gelmini) sarà approvato entro il 22 Ottobre.
Non c’è più tempo da perdere
Fortissima è la pressione degli iscritti/e ai sindacati "maggiormente rappresentativi" verso i propri vertici, che per il momento però restano sordi e muti, affinchè anche essi convochino lo sciopero nella stessa giornata del 17, già promossa dai Cobas.
Noi facciamo appello a tutti i docenti ed Ata, e in generale all'intero popolo della scuola pubblica che sa quale è veramente la posta in gioco - e cioè la distruzione e ridicolizzazione di una scuola che, a puro fine di risparmio aziendale, si vuole ridurre ad un "parcheggio" produttore di ignoranza e superficialità - a promuovere con noi lo sciopero generale di tutta la scuola per il 17 ottobre; e a partecipare tutti/e alla grande manifestazione che si terrà a Roma, in un possente blocco unitario della scuola che dimostri la forza e la presenza numerica dei difensori di una istituzione che deve essere la principale fonte di educazione e formazione adeguata di cittadini/e in grado di "leggere il mondo da soli" e non succubi impotenti e ignoranti dei grandi poteri economici, aziendali e politici.
Prepariamo unitariamente lo sciopero e la manifestazione del 17, no alla distruzione della scuola pubblica, Gelmini vattene.
Da Torino stiamo organizzando il viaggio in Pullman
La partenza è prevista per Giovedì 16 Ottobre alle ore 24,00, l'arrivo a Roma è previsto per le ore 8,30 di Venerdì.
Per il rientro: partenza da Roma alle ore 16,00 con arrivo a Torino previsto per le 24,00 circa.
Per questioni organizzative, accettiamo le prenotazioni entro lunedì 13 Ottobre. Per prenotare e avere altre informazioni: e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com o telefonare ai seguenti numeri: 011334345 (lasciare anche un messaggio), 3477150917 (lasciare anche un messaggio).

martedì 9 settembre 2008

Il 17 ottobre per la scuola sarà sciopero generale

LA VIA CRUCIS DEGLI ATA EX ENTI LOCALI

Comunicato-stampa

Sciopero generale della scuola il 17 ottobre contro il maestro unico e l’intera politica scolastica di Berlusconi-Tremonti-Gelmini

L’anno scolastico si apre sotto il peso dell’aggressione massiccia alla scuola pubblica da parte del governo Berlusconi, che, raccolto il peggio delle politiche di Berlinguer, Moratti e Fioroni, cerca di assestare il colpo definitivo alla scuola pubblica, impoverendola e ridicolizzandola all’inverosimile. Il governo vuole tagliare 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di ATA, a cui si aggiungono i 47 mila posti già soppressi dalla Finanziaria Prodi, per un totale inaudito di 160 mila posti in meno: il che si tradurrebbe, oltre che nella massiccia espulsione di precari, nell’aumento a dismisura degli alunni per classe, nella riduzione delle materie e delle ore di lezione, nell’attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all’handicap, nella cancellazione delle scuole con meno di 500 alunni. Nella foga distruttiva, Berlusconi-Tremonti-Gelmini vogliono addirittura imporre alle elementari il ritorno all’ oramai inverosimile maestro unico tuttologo degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, che, oltre a far sparire altre decine di migliaia di posti, immiserirebbe un insegnamento che ha reso la scuola elementare italiana apprezzatissima nel mondo, tramite la pluralità docente che ha approfondito la conoscenza disciplinare e lo spirito di collaborazione. Ma il governo se ne frega della didattica e pensa solo di ottenere nuovi risparmi ai danni di una scuola già prossima al collasso. I primi a farne le spese, oltre agli studenti, saranno i docenti e ATA precari espulsi dalla scuola dopo magari venti anni di contratti a tempo determinato. Infine, la ministra Gelmini pensa di dare una parvenza di grottesca serietà al tutto tramite il ripristino del voto di condotta, che da solo comporterebbe bocciatura se insufficiente, come se con tale minaccia si potesse recuperare gli studenti “riottosi” all’amore per una scuola pubblica così martoriata.

A cotanto attacco deve corrispondere una risposta, da parte di docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini interessati alla scuola pubblica, altrettanto poderosa. Già i precari, i più massacrati in tale processo, hanno dato segnali di lotta; ma invitiamo tutti/e coloro che vogliono difendere la scuola pubblica a lavorare con noi per lo sciopero generale, convocato per il 17 ottobre dai Cobas e dalle altre principali forze del sindacalismo antagonista, CUB e SdL, e per una grande manifestazione nazionale.

Sia quest’anno scolastico, che si apre sotto auspici così negativi, un anno di grandi lotte in difesa e per il miglioramento della scuola pubblica!


domenica 15 giugno 2008

Comunicato Stampa: LA MINISTRA DIFENDE l'OM. 92. IL CONSIGLIO DI STATO NON SOSPENDE IL PROVVEDIMENTO E RINVIA AL MERITO

Sapevamo che la ministra Gelmini aveva presentato una corposa difesa dell'OM 92 e che quindi, presumibilmente, il Consiglio di Stato avrebbe dichiarato che l’istanza incidentale di sospensione non era da accogliere. Così è stato.
Considerata la difesa dell'ordinanza ministeriale da parte dell'attuale amministrazione, risulta evidente che la ministra ritiene di poter gestire “efficacemente” la riforma : staremo a vedere.
Per il momento, con il suo primo concreto atto di difesa dell'esistente, l'amministrazione sembra perseguire la linea della continuità con i precedenti governi. Rimangono invece in campo tutti gli elementi negativi e problematici sin qui evidenziati dai Cobas:
la mancanza di fondi che ha comportato, in itinere, forme di recupero per gruppi accorpati di studenti disomogenei per provenienza e, nella stragrande maggioranza dei casi, per un numero di ore al di sotto delle previste 15 ore dell'ordinanza ministeriale. Ciò comporterà una serie infinita di ricorsi dei genitori ai danni degli insegnanti;
la tendenza a bocciare alunni con più di 2 debiti gravi, con incremento notevole dell'abbandono scolastico;
la tendenza ad eliminare debiti nelle materie dove ci siano risultati scadenti ma non gravemente insufficienti, con notevole degrado del sistema valutativo;
il ritardo nella formazione delle classi, che normalmente viene fatta a luglio e che sarà possibile solo al termine delle verifiche e dello scrutinio finale, con buona pace di un ordinato avvio dell'anno scolastico;
l'erosione delle ferie, visto che solo spostando esami e scrutini a settembre sarebbe possibile usufruire delle ferie come si è sempre fatto, ma ciò sembra essere precluso dall'ordinanza ministeriale che impone il recupero entro il 31 agosto ( salvo casi eccezionali).
Se questo è il segno nel quale si vuole continuare lungo la strada del degrado della scuola pubblica ( evidente ormai a tutti dopo i dieci anni dello sfascio determinato dall'ingresso dell'autonomia scolastica), i COBAS hanno già pronto un caldissimo autunno.
Roma, 4 giugno 2008
Esecutivo Nazionale Cobas

sabato 12 aprile 2008

Comunicato Stampa dopo l'abbandono della trattativa all'Itis Q. Sella di Biella

A tutti gli organi di Stampa

Al dirigente scolastico Provinciale

COMUNICATO STAMPA

LE RSU COBAS ABBANDONANO LA SEDUTA DELLA TRATTATIVA ALL' ITIS “Q. SELLA” DI BIELLA

Lo avevamo denunciato in un precedente volantino: “…. le RSU e le OO.SS “rappresentative” non possono permettersi che ci siano voci fuori dal coro contro l'ennesimo vergognoso contratto integrativo d'Istituto ….”

In questi ultimi giorni abbiamo apprezzato l'impegno a risolvere questa situazione del Dirigente Scolastico Provinciale (a cui va il nostro sincero ringraziamento).

La nostra disponibilità a essere propositivi si è, però, scontrata oggi con la rigida imposizione dei privilegi della “casta” di Cgil Cisl e Uil. Questi signori (???), penalizzati dall'urna, si oppongono sia alla convocazione di un'assemblea in orario di servizio (ma anche a quella fuori orario di servizio - primo caso in Italia), sia a consentire, la consulenza esterna alle 2 RSU Cobas nonostante loro siano in 7 nella delegazione trattante!

Il segretario provinciale della CGIL, infatti, si è dimesso da RSU per fare posto al primo dei non eletti tanto Lui partecipa alla trattativa come responsabile provinciale: così battuti e umiliati alle elezioni RSU si ritrovano, grazie ad un regolamento da paese dittatoriale, sempre in maggioranza: se è questa la vostra democrazia, bene, tenetevela.

Noi non ci arrendiamo, anzi, da domani denunceremo con più forza questo ignobile trattamento e il contratto integrativo farsa che firmerete (senza avere ascoltato i lavoratori dell'Istituto).

Faremo di tutto affinché si rompano le pressioni interne che negano diritti basilari che attengono alla gestione dell'Istituto: la dignità del lavoro è un bene supremo.

Cobas Scuola Piemonte

giovedì 10 aprile 2008

I COBAS ABBANDONANO LA SEDUTA DELLA TRATTATIVA ALL’ ITIS “Q. SELLA” DI BIELLA

La nostra disponibilità a essere propositivi si è scontrata con la rigida imposizione dei privilegi della “casta” di Cgil Cisl e Uil. Penalizzati nell’urna, si oppongono sia alla convocazione di un’assemblea in orario di servizio, sia a consentire, la consulenza esterna alle 2 RSU Cobas nonostante loro siano in 7 nella delegazione trattante!

Tanto ardore andrebbe investito per battaglie migliori?!

Ma la questione di fondo è:

  • l’organizzazione delle prestazioni lavorative (orario, intensificazione, attività aggiuntive, straordinario, rientro in agosto, 35 ore;
  • la trasparenza nella distribuzione delle ingenti risorse dell’Istituto e la sua condivisione
  • la flessibilità didattica e organizzativa

nelle loro ricadute sindacali sono materia su cui è legittimo e necessario far discutere liberamente il personale della nostra scuola?

Noi facciamo la nostra parte nel denunciare la mancanza di democrazia e continueremo ma la delega nell’urna che ci avete consegnato è solo metà della vostra parte. Serve che il silenzio, rassegnato o timoroso, si rompa!

Si rompano le pressioni interne che negano diritti basilari che attengono alla gestione dell’Istituto: la dignità del lavoro è un bene supremo.

Ma si rompano anche le imposizioni esterne della “casta” che negano la critica sui miseri aumenti contrattuali e la perdita degli arretrati, che impongono il referendum farsa sul taglio delle pensioni e si apprestano a confezionarci la pensione integrativa.

venerdì 28 marzo 2008

2 Aprile 2008: in 25 piazze italiane terzo Cobas day per la democrazia



L’art. 39 della Costituzione garantisce la libertà sindacale, ma tale principio è rispettato se per svolgere l’ordinaria attività sindacale e anche in occasione delle elezioni per le RSU solo i sindacati “rappresentativi” o firmatari di contratto possono indire assemblee in orario di lavoro? Vi è par condicio se alcuni hanno diritto di parola e altri no? Ciò significa che i lavoratori non hanno un’ effettiva libertà di scelta sull’uso delle 10 ore di assemblea che costituisce un loro diritto individuale. Non solo, ma neanche un gruppo di lavoratori può , mediante raccolta di firme, indire autonomamente un’assemblea!

E’ democratico un sistema che prevede che i sindacati confederali abbiano diritto al 33% delle RSU nel settore privato, con il restante 67% in palio tra tutti, con una sorta di inversione del meccanismo delle quote: non per tutelare i più deboli, ma per discriminarli? In ogni caso, i sindacati confederali hanno comunque accesso alla trattativa decentrata, anche nel settore pubblico, anche se non hanno iscritti o RSU. Anche l’accesso alla trattativa nazionale è riservata ai sindacati rappresentativi e/o firmatari di contratto, secondo il principio per cui chi dissente non ha diritto di parola! Ancora: nel settore privato l’iscrizione, tramite trattenuta in busta paga, è garantita solo ai sindacati confederali. Infine, la rappresentatività nazionale viene calcolata non

con un voto su liste nazionali, ma solo con le votazioni in ogni singola impresa,

ufficio pubblico o scuola, per cui se, per es., in una scuola non si trovano persone disponibili a impegnarsi gratuitamente nelle Rsu, un lavoratore non può votare per il proprio sindacato. E’ come se le elezioni parlamentari avvenissero sulla base dei voti ottenuti per le circoscrizioni comunali!

E’ evidente che con queste regole nessun sindacato di base riuscirà mai a raggiungere le soglie di rappresentatività. Si tratta, al contrario, di un meccanismo che garantisce il perpetuarsi del potere di una vera e propria casta sindacale. Se anche una sola di queste regole fosse applicata alle elezioni politiche si griderebbe alla violazione della democrazia, non solo sul piano sostanziale, ma anche sul piano formale!

I Cobas subiscono questa discriminazione da quasi un decennio e da sempre si battono perché termini anche con lunghi scioperi della fame. Le nostre iniziative di lotta e di protesta, che si svolgono periodicamente nei luoghi di lavoro e davanti alle sedi del governo, dei principali partiti e di organi di informazione, mirano a restituire ai lavoratori/trici quei diritti sindacali e democratici che sono riservati all’ oligarchia dei sindacati concertativi. La rivendicazione fondamentale è la restituzione del diritto di assemblea in orario di servizio per tutti i sindacati e gruppi di lavoratori/trici. In generale, per una vera democrazia sindacale dovrebbero essere rispettati almeno i

seguenti criteri:

1) la rappresentanza nazionale di categoria va stabilità mediante elezioni su liste nazionali, che consentano ad ognuno di votare per il sindacato che preferisce;

2) non raggiungere la rappresentatività in un’elezione non deve impedire di riprovarci alla successiva, conservando i diritti di assemblea e propaganda nei luoghi di lavoro; 3) nelle elezioni delle RSU non ci devono essere quote garantite a nessuno;

4) alle elezioni a qualsiasi livello devono potere partecipare anche i precari in servizio; 5) i dipendenti nei luoghi di lavoro privato e i pensionati devono potersi iscrivere, mediante trattenuta in bustapaga, a qualsiasi sindacato;

6) ogni accordo, a carattere locale o nazionale, va sottoposto a referendum vincolante tra i lavoratori.

Questo insieme di elementari regole richiederebbe una Legge sulla rappresentanza sindacale davvero democratica: ed essa resta per noi obiettivo fondamentale. Ma, in tempi rapidi, almeno il diritto di assemblea nei luoghi di lavoro in orario di servizio va garantito a tutti/e.

A Torino mercoledì 2 aprile 2008 alle ore 17,00

sit in dei Cobas in via Palazzo di città 26/B

davanti alla sede del Partito Democratico.


sabato 8 marzo 2008

Il pasticcio dell'O.M. 92, adesso protestano anche le famiglie.

Il posticipo dell’apertura dell’anno scolastico non

risolve i problemi creati dall’OM 92.

Vogliono far credere ai docenti, alle famiglie, agli stessi allievi che posticipando di 5 giorni

l’apertura dell’anno scolastico non c’è più motivo di osteggiare l’O.M. 92: di fatto, almeno in

Piemonte, l’unica novità sarà quella di dare la possibilità alle scuole di organizzare gli “esami di riparazione” (si abbia, almeno, il coraggio di chiamarli con il loro vero nome) all’inizio di Settembre (posizione, peraltro, da verificare perchè in contrasto con il comma 1 dell’art. 8 dello stesso OM)

Queste le nostre valutazioni:

Normalmente la formazione delle classi viene fatta in luglio; ora sarà possibile solo al termine delle verifiche finali e delle integrazioni dello scrutinio finale con buona pace di un “ordinato avvio dell’anno scolastico”. Ci sarà, perciò, un ritardo nelle nomine dei supplenti (che, ricordiamo, rappresentano ancora il 30% della categoria) vanificando tutto lo “sforzo” fatto per il "recupero" degli alunni con la perdita di molte ore di lezione di matematica, italiano ecc..

meno che si dica chiaramente che l’organico verrà definito a Luglio a prescindere dai risultati degli scrutini di Settembre.

Bisognerà stabilire, inoltre, che le attività didattiche terminino alla fine degli scrutini di riparazione e, quindi, tutti i contratti a tempo determinato su posti disponibili di fatto, dovranno essere equiparati a quelli sui posti di diritto e convertiti in supplenze annuali.

C’è la volontà politica per farlo? Ci sono i finanziamenti necessari? Altrimenti ritardare solo di 5 giorni l’inizio dell’anno scolastico è un bluff, è il classico specchietto per le allodole.

Se si vuole davvero aiutare gli alunni a comprendere meglio le discipline insegnate, non ci

stancheremo mai di ripeterlo, si dovrà sensibilmente diminuire il numero di alunni per classe! Solo così sarà possibile la famigerata individualizzazione dell’azione educativa, impossibile in classi di trenta allievi ammassati in piccole aule.

I corsi di recupero dovrebbero essere permanenti in ogni scuola. L’OM, invece, impone recuperifarsa di pochissime ore che ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti, i quali, in cambio di mancette salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta che finge in poche ore di "recuperare" quello che lo studente non ha fatto in un anno o più.

Per anni ci è stato raccontato che non c’erano soldi per gli aumenti; come mai improvvisamente si trovano milioni e milioni di euro per costosissimi corsi di recupero? Non sarebbe forse più giusto finanziare un dignitoso aumento dello stipendio per tutti a patto che si abbia la volontà reale di investire sulla qualità e sulla dignità del nostro lavoro, anziché sprecare denaro pubblico in operazioni di maquillage? Non gettiamo altro fumo negli occhi dei cittadini!

Ancora una volta il mondo della scuola è stato del tutto escluso dai processi decisionali, che sono stati determinati più da tempi ed esigenze di tipo mediatico-politico che dai reali bisogni della scuola pubblica.

L’azione di lotta per il ritiro dell’OM 92 continua, il posticipo dell’inizio dell’anno scolastico non

risolve le incongruenze didattiche e organizzative poste dall’OM stessa.

MARTEDÌ 18 MARZO

SCIOPERO DELLA PRIMA ORA DI LEZIONE PER I DOCENTI

E DELLA PRIMA ORA DI SERVIZIO PER GLI ATA

DELLA SCUOLA MEDIA SUPERIORE

giovedì 6 marzo 2008

Presidio a Biella

A Biella sono vietate le Assemblee ai COBAS della scuola, forse perché si preferisce mettere a tacere una voce fuori dal coro e dunque non allineata. Abbiamo denunciato quì ciò che è accaduto nell’ITIS cittadino. Ieri dopo un presidio davanti alla prefettura, siamo stati ricevuti dal prefetto, dottoressa Narcisa Livia Brassesco, alla quale abbiamo denunciato la censura che i lavoratori sono costretti a subire.

mercoledì 5 marzo 2008

Assemblea Cobas a Biella, finalmente

Dopo i vari dinieghi, FINALMENTE un dirigente scolastico biellese ha concesso i locali per un’assemblea COBAS pomeridiana. L’appuntamento è per martedì 11 marzo alle ore 16:30 presso i locali della scuola primaria “Gromo Cridis” sita in via Marucca 2 – Biella; esattamente di fronte all’Itis “Q. Sella”.

Nell’Assemblea discuteremo e ci confronteremo con Voi su:

  • Le importanti novità introdotte dal nuovo contratto (firmato e già scaduto)

  • Finanziaria 2008 e i relativi tagli alla scuola

  • IMPORTANTE – Contrattazione di Istituto interna e tutte le novità ad essa connessa.

  • Recupero (illegittimo) dei 10 minuti

  • O.M. 92 (corsi di recupero e tentativo di decurtarci le ferie estive)

Siete invitati tutti a partecipare.

sabato 1 marzo 2008

Presidio COBAS a Biella per chiedere la libertà di parola!


BASTA CON LA CASTA

2° COBAS DAY PER I DIRITTI

Il degrado della politica partitica e gli schieramenti che simulano battaglie ma poi colludono

nella gestione del potere fanno identificare il ceto istituzionale con una casta arrogante e

indifferente ai bisogni dei cittadini/e. Ma c’è una altra casta che, a differenza di quella

politica, neanche si sottopone a votazioni nazionali per dimostrare almeno una

rappresentatività formale: ed è quella potentissima e intoccabile di Cgil, Cisl, Uil che

da decenni monopolizza i diritti sindacali.

Da anni ci battiamo perché questo intollerabile regime termini. Le nostre iniziative di lotta

e di protesta, che si svolgono periodicamente nei luoghi di lavoro e davanti alle sedi del

governo, dei principali partiti e di organi di informazione, mirano a restituire ai

lavoratori/trici quei diritti sindacali e democratici che sono stati annullati dalla oligarchia

dei sindacati concertativi. La rivendicazione fondamentale è la restituzione del diritto di

assemblea in orario di servizio per tutti i sindacati e gruppi di lavoratori/trici. In

generale, per una vera democrazia sindacale dovrebbero essere rispettati almeno i

seguenti criteri:

1) la rappresentanza nazionale di categoria va stabilità mediante elezioni su liste nazionali,

che consentano ad ognuno di votare per il sindacato che preferisce; 2) non raggiungere la

rappresentatività in un’elezione non deve impedire di riprovarci alla successiva,

conservando i diritti di assemblea e propaganda nei luoghi di lavoro; 3) nelle elezioni delle

RSU non ci devono essere quote garantite a nessuno, come invece avviene ora nel lavoro

privato (33% assegnato ai confederali a priori); 4) alle elezioni a qualsiasi livello devono

potere partecipare anche i precari in servizio; 5) i dipendenti nei luoghi di lavoro privato e i

pensionati devono potersi iscrivere, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi

sindacato; 6) ogni accordo, a carattere locale o nazionale, va sottoposto a referendum

vincolante tra i lavoratori.

Questo insieme di elementari regole richiederebbe una Legge sulla rappresentanza

sindacale davvero democratica: ed essa resta per noi obiettivo fondamentale.

Ma, in tempi rapidi, almeno il diritto di assemblea nei luoghi di lavoro in orario di

servizio va garantito a tutti/e.

PRESIDIO

Mercoledì 5 Marzo 2008 alle ore 15,30

Prefettura di Biella, via della Repubblica 26.

martedì 12 febbraio 2008

ITIS "Q. Sella" di Biella, negato il diritto di Assemblea fuori dell'orario di servizio, non era mai successo!

E la chiamano democrazia!!!

Questo è un vero REGIME

All’Itis “Q. Sella” di Biella negata a 2 RSU Cobas una assemblea sindacale fuori dall’orario di servizio

I Cobas scuola del Piemonte denunciano l’ennesimo atto di repressione della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto di assemblea da parte della Flc-CGIL di Biella e del dirigente dell’ITIS “Q. Sella” di Biella.

Come molti lavoratori della scuola sapranno, ai Cobas è spesso negato il diritto di convocare assemblee in orario di servizio in quanto, i sindacati governativi fin dal 1999 hanno sequestrato questo diritto a docenti ed Ata (che avrebbero annualmente dieci ore a disposizione per riunirsi) trasformandolo in diritto esclusivo dei sindacati “rappresentativi”. Tutto ciò ha permesso, in questi ultimi anni, l’instaurazione di un vero e proprio “regime” monopolistico di Cgil-Cisl-Uil, sul modello degli ex-sindacati di Stato dell’Est europeo.

Da quando, però, a Biella è stata aperta una sede Cobas vi è stata una recrudescenza di tali indegni interventi da dittatura sindacale e la CGIL si è distinta per il “particolare” accanimento.

Ma all’Itis di Biella l'arbitrio è andato ben oltre: non avendoci, il dirigente, concesso l’assemblea in orario di servizio le nostre 2 RSU hanno richiesto un’aula per poter comunicare ai colleghi gli esiti dei primi incontri avuti con il CAPO d’Istituto per la firma contratto integrativo: TUTTO CIÒ FUORI DALL’ORARIO DI SERVIZIO.

Alla riunione erano stati invitati 2 rappresentanti sindacali regionali. La risposta del dirigente è stata negativa!!!

VERGOGNA!!!!!

Finora nessuno aveva osato mettere in discussione almeno il diritto di assemblea FUORI DALL’ORARIO DI LAVORO: diritto che, per inciso, non costa ASSOLUTAMENTE nulla all'Amministrazione.

Certo, alcune RSU e il DIRIGENTE non riescono a sopportare che le voci fuori dal coro contro l’ennesimo vergognoso contratto integrativo d’Istituto e contro la distruzione della scuola pubblica (in particolar modo dell’istruzione tecnico-professionale della cui commissione di “saggi” fa parte il succitato dirigente) possano parlare ed informare i lavoratori e le lavoratrici della scuola.

Invitiamo i colleghi a respingere massicciamente questo sopruso e a richiedere l'immediata restituzione ai Cobas del diritto di assemblea, visto che, oltretutto, nell’Itis sono state elette 2 RSU Cobas

Nessuno potrà più dire di non sapere o fare il Ponzio Pilato: o si sta con la democrazia per tutti/e o si è complici del sopruso e del sequestro monopolistico dei diritti democratici.