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giovedì 9 ottobre 2008

La distruzione della scuola pubblica in numeri

LA SCUOLA ASSEDIATA

Abbiamo denunciato i pesanti tagli alla scuola pubblica ad opera del ministro Gelmini e Tremonti. Vogliamo però mostrarvi i numeri di tale distruzione che inevitabilmente si ripercuoterà sulla qualità dell’Istruzione. Vi invitiamo dunque ad aprire questo [link] e ad analizzare nel dettaglio i numeri tratti dal “Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (di cui all’art. 64 dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 – Brunetta)” emanato il 26/09/2008.

Ne approfittiamo per ricordarvi che il 17 ottobre i Comitati di Base della Scuola hanno indetto una giornata di sciopero generale per fermare la “mattanza” della scuola pubblica. Partecipate ed invitate i colleghi a partecipare allo sciopero.


mercoledì 8 ottobre 2008

Fiducia al decreto Gelmini Il 17 ottobre tutti/e in sciopero e in piazza a Roma per fermare la distruzione della scuola

LA SCUOLA ASSEDIATA

Incalzato dal crescente movimento di protesta contro la politica scolastica di Gelmini-Tremonti, il governo pone la fiducia alla Camera sul decreto Gelmini. Non è una prova di forza ma la dimostrazione di una debolezza .Al di là dei compiacenti sondaggi, infatti, il governo sa che la maggioranza di docenti, Ata, studenti e genitori che hanno a cuore le sorti della scuola, sono ostili alla volontà tremontiana di “fare cassa” massacrando i servizi pubblici, al terrificante taglio di posti di lavoro (circa 200 mila), al ritorno della vetusta figura della maestra unica, al ripristino di una scolarità da libro-Cuore, con grembiulini e bocciature per la “condotta”. Il governo ha tempo fino al 31 ottobre per convertire il decreto, ma ciò che teme non sono tanto le “trappole” alla Camera e al Senato (dove il decreto verrà discusso la prossima settimana) quanto la dimostrazione di forza che il popolo della scuola pubblica sta preparando per il 17 ottobre, giorno dello sciopero generale e della manifestazione nazionale a Roma, promossa dai Cobas. Nelle ultime settimane in tutta Italia si sono svolte migliaia di assemblee e iniziative di piazza, e in tutte la parola d'ordine unanimemente condivisa è quella di arrivare il 17 ottobre allo sciopero generale di tutto "il popolo della scuola pubblica". Fortissima è la pressione degli iscritti/e ai sindacati "maggiormente rappresentativi" verso i propri vertici, affinchè si arrivi a questo grande momento unitario in difesa della scuola pubblica.

Facciamo comunque appello a tutti/e i docenti ed Ata, studenti, genitori e cittadini/e intenzionati a difendere e migliorare la scuola pubblica, perché scioperino nell’unico giorno efficace a disposizione, il 17 ottobre, e partecipino alla manifestazione nazionale di Roma (P.della Repubblica, ore 10), collocandosi, con i propri simboli e bandiere, dietro lo striscione unitario “NO ALLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA”, firmato da “Il popolo della scuola pubblica”.

Da Torino stiamo organizzando il viaggio in Pullman

La partenza è prevista per Giovedì 16 Ottobre alle ore 24,00, l'arrivo a Roma è previsto per le ore 8,30 di Venerdì.

Per il rientro: partenza da Roma alle ore 16,00 con arrivo a Torino previsto per le 24,00 circa.

Per questioni organizzative, accettiamo le prenotazioni entro lunedì 13 Ottobre. Per prenotare e avere altre informazioni: e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com o telefonare ai seguenti numeri: 011334345 (lasciare anche un messaggio), 3477150917 (lasciare anche un messaggio).


domenica 15 giugno 2008

Comunicato Stampa: LA MINISTRA DIFENDE l'OM. 92. IL CONSIGLIO DI STATO NON SOSPENDE IL PROVVEDIMENTO E RINVIA AL MERITO

Sapevamo che la ministra Gelmini aveva presentato una corposa difesa dell'OM 92 e che quindi, presumibilmente, il Consiglio di Stato avrebbe dichiarato che l’istanza incidentale di sospensione non era da accogliere. Così è stato.
Considerata la difesa dell'ordinanza ministeriale da parte dell'attuale amministrazione, risulta evidente che la ministra ritiene di poter gestire “efficacemente” la riforma : staremo a vedere.
Per il momento, con il suo primo concreto atto di difesa dell'esistente, l'amministrazione sembra perseguire la linea della continuità con i precedenti governi. Rimangono invece in campo tutti gli elementi negativi e problematici sin qui evidenziati dai Cobas:
la mancanza di fondi che ha comportato, in itinere, forme di recupero per gruppi accorpati di studenti disomogenei per provenienza e, nella stragrande maggioranza dei casi, per un numero di ore al di sotto delle previste 15 ore dell'ordinanza ministeriale. Ciò comporterà una serie infinita di ricorsi dei genitori ai danni degli insegnanti;
la tendenza a bocciare alunni con più di 2 debiti gravi, con incremento notevole dell'abbandono scolastico;
la tendenza ad eliminare debiti nelle materie dove ci siano risultati scadenti ma non gravemente insufficienti, con notevole degrado del sistema valutativo;
il ritardo nella formazione delle classi, che normalmente viene fatta a luglio e che sarà possibile solo al termine delle verifiche e dello scrutinio finale, con buona pace di un ordinato avvio dell'anno scolastico;
l'erosione delle ferie, visto che solo spostando esami e scrutini a settembre sarebbe possibile usufruire delle ferie come si è sempre fatto, ma ciò sembra essere precluso dall'ordinanza ministeriale che impone il recupero entro il 31 agosto ( salvo casi eccezionali).
Se questo è il segno nel quale si vuole continuare lungo la strada del degrado della scuola pubblica ( evidente ormai a tutti dopo i dieci anni dello sfascio determinato dall'ingresso dell'autonomia scolastica), i COBAS hanno già pronto un caldissimo autunno.
Roma, 4 giugno 2008
Esecutivo Nazionale Cobas

Gay Pride a Biella - Intervista esclusiva a Vladimir Luxuria

mercoledì 23 aprile 2008

Parità di trattamento economico per i precari!!


PER LA PARITA’ DI TRATTAMENTO TRA PERSONALE A TEMPO DETERMINATO E INDETERMINATO NEL RISPETTO DELLA DIRETTIVA EUROPEA 1999/70/CE PER IL RICONOSCIMENTO DI TUTTO IL SERVIZIO PRE-RUOLO PER IL PERSONALE IMMESSO IN RUOLO

ASSEMBLEE COBAS IN TUTTA ITALIA

I Cobas – Comitati di Base della scuola - hanno sempre perseguito una forte battaglia contro la precarietà, fenomeno che ha ormai raggiunto nel comparto percentuali abnormi (il 20% dei docenti e il 50% del personale amministrativo, tecnico e ausiliario).

Nel ribadire la necessità delle immissioni in ruolo su tutti posti vacanti e disponibili, sia di organico di diritto che di fatto (visto che l’Amministrazione lascia artificiosamente posti disponibili in organico di fatto,senza stabilizzarli), i Cobas hanno promosso una campagna per la parità di trattamento economico e normativo tra personale a tempo determinato e indeterminato.

In particolare sugli scatti stipendiali, di cui i precari non usufruiscono anche dopo decenni di servizio e che, assieme allo stipendio estivo che i supplenti fino al termine dell’attività didattica non percepiscono,fanno sì che, mediamente, in un anno, un lavoratore a termine venga retribuito circa 8.000 € lordi in meno di un lavoratore in ruolo.

Questa disparità di trattamento – un vero e proprio sfruttamento – per svolgere una stessa identica prestazione lavorativa è la vera causa della precarietà: e cioè l’estrema convenienza per l’Amministrazione ad usare la precarietà, in spregio non solo ai diritti dei lavoratori, ma anche alla qualità del servizio scolastico.

I Cobas, nella loro piattaforma, rivendicano per i lavoratori a tempo determinato la stessa progressione di carriera dei lavoratori a tempo indeterminato, perlomeno dopo quattro anni di nomina per supplenza annuale o fino al termine dell’attività didattica, uniformandosi così al trattamento degli incaricati annuali per l’insegnamento della Religione Cattolica (materia facoltativa), che, appunto dopo quattro anni di nomina, possono godere della parità di trattamento con i docenti di ruolo delle altre discipline obbligatorie.

In una recente sentenza la Corte di Giustizia europea (Sez. II – Sent. 13/09/2007 in causa C-307/05) si è espressa a favore di una lavoratrice precaria spagnola della sanità. Non percepire infatti gli scatti di anzianità - per un lavoratore a tempo determinato – contrasta con la Direttiva del Consiglio della Comunità Europea del 28 giugno 1999, 1999/70/CE, recepita dal Governo italiano con il DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2001, n. 368 (GU n. 235 del 09/10/2001).

I Cobas rivendicano anche, al momento della ricostruzione della carriera dopo l’immissione in ruolo, il riconoscimento di tutto il servizio pre – ruolo e non solo dei primi quattro anni e dei due terzi del rimanente come succede ora.

La campagna per la parità di trattamento potrà avere anche un aspetto giudiziario,

attraverso ricorsi pilota per il riconoscimento, anche per il personale a tempo determinato, della progressione di carriera prevista per il personale a tempo indeterminato e per il riconoscimento di tutto il servizio pre-ruolo per il personale immesso in ruolo.

Tutto il personale della scuola, docente ed ATA, con contratto a

tempo determinato e di ruolo, è invitato a contattare le singole sedi COBAS per aderire alla campagna per il riconoscimento della parità di trattamento economico e normativo .

COBAS - Comitati di Base della Scuola

Sede nazionale: Viale Manzoni , 55 00185 - Roma

Tel. 06- 70.452.452 - Fax 06-77.20.60.60

Web : www.cobas-scuola.org - E-mail : mail@cobas-scuola.org

domenica 20 aprile 2008

BASTA CON LA SCUOLA–QUIZ ! RITIRO IMMEDIATO DELLA PROVA NAZIONALE INVALSI


Nelle scuole medie come una mazzata è arrivata a marzo la circolare n.32 del 14 marzo: ora ragazzini e ragazzine all’esame di III media dovranno, oltre i compiti di italiano, matematica, inglese, eventuale 2° lingua comunitaria, risolvere anche i quiz dell’INVALSI ! Cresce l’ansia in tredicenni-quattordicenni alle prese con la novità di una prova nazionale con test a risposte chiuse ed aperte di italiano e matematica, da fare in 2 ore il 17 giugno.

Con l’ambiguità tipica dello stile burocratese, la circolare recita: "inderogabilità di tutte le prove", ma anche: “la prova…troverà attuazione secondo criteri di gradualità e flessibilità.” “I criteri di incidenza e di peso della prova nazionale sulla valutazione complessiva…sono rimessi alla autonoma determinazione della Commissione esaminatrice” e ancora " tenendo conto del breve tempo intercorso tra l’emanazione della legge e la prima attuazione, la prova mantiene un carattere esplorativo".

Fioroni, andandosene, fa questo ultimo regalo alla scuola italiana: per lui scuola del governo, non certo scuola della repubblica secondo il dettato costituzionale.

Viene vanificato il principio costituzionale della libertà d'insegnamento. Infatti ogni docente riceverà il 17 giugno il questionario predisposto, in busta chiusa con tanto di griglia di correzione. Il ministro Fioroni vuole insegnanti eterodiretti, vuole una scuola governativa, la Costituzione è carta straccia per lui.

Ma l'esame di terza media non è un esame intermedio con l'obbligo a 16 anni? Invece assurge a più della maturità, considerato che all'esame di stato al termine del liceo il test viene fatto dalla commissione esaminatrice; ma forse l’ineffabile Fioroni pensa che i docenti della scuola media non siano all’altezza dei loro colleghi, meglio appaltare onere ed onore all’INVALSI, altrimenti perché lo paga?

E la tanto decantata autonomia scolastica? Ogni dirigente scolastico sarà addestrato con una conferenza di servizio, usato come vigilante nel ruolo di chi tiene chiusa a chiave la preziosa busta con i quiz della prova nazionale.

L’imposizione della prova nazionale svalorizza il fare scuola, tanto più arrivando a marzo quando né la programmazione, né il lavoro fatto ne hanno potuto tener conto.

Strumento estraneo, avulso dalla cultura delle prassi didattiche più diffuse, che in particolare per la scuola del primo ciclo si fondano sulla relazione, è ormai ampiamente dimostrato quanto danno fa uno strumento che rischia di banalizzare il sapere, riducendolo a una sommatoria di nozioni decontestualizzate, pretendendo di ridurre la pluralità delle metodologie ad un unico modello.

Secondo Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa:” Test del genere non servono a nulla. Il talento si intuisce solo attraverso lo specifico e non per mezzo di quesiti attitudinali generali.” Anche per Piergiorgio Odifreddi, ordinario di Logica Matematica all’Università di Torino, ”i test non misurano l’intelligenza ma il nozionismo”

Non solo l’INVALSI è screditato, ma c'è un contenzioso aperto. Agli insegnanti che si sono rifiutati di somministrare le prove o che hanno impugnato l’ordine di servizio ancora non sono arrivate tutte le risposte. Quelle arrivate hanno dato ragione ai docenti e le sanzioni sono state annullate.

Hanno provato senza successo a far svolgere le prove INVALSI per introdurre anche in Italia un presunto criterio "oggettivo" per misurare la preparazione degli studenti, con l’obiettivo di stilare una graduatoria tra scuole e tra docenti.

Il Ministro ci riprova e impone ora, a fine anno scolastico e a fine del suo mandato, questa prova nazionale, prevista dalla riforma Moratti, appaltandone all’ Invalsi la strutturazione: in pratica con un clamoroso trucco introduce prove Invalsi mascherate. Con la scusa di “allineare il nostro sistema di istruzione agli standard internazionali”, in realtà punta essenzialmente a differenziare le scuole, in base agli esiti raggiunti dagli alunni, elargendo solo a pochi istituti ingenti risorse che verrebbero sottratte alle scuole di frontiera che operano in situazioni di disagio sociale ed economico dove difficilmente i risultati potranno essere brillanti.

Anche in Italia si introdurrebbe quel meccanismo europeo (e internazionale) finalizzato a far credere ad ogni paese di essere agli ultimi posti delle graduatorie, permettendo poi alle autorità di mazzolare adeguatamente i docenti (e le scuole) riottosi al pedagoghese e alla scuoladeiciarlatani. Si buttano per aria i programmi scolastici, spappolati sulla meschina traccia delle prove-quiz; si squalifica oltre ogni dire la didattica, ridotta alla scuola-quiz dei Peanuts di Charlie Brown. Ogni scuola e ogni gruppo docente vengono umiliati da alcuni numeretti relativi alle rispostine-quiz. Perlomeno nel concorsaccio ci si poteva esimere, non partecipando allo stesso!

Difendiamo la nostra professionalità docente, difendiamo le nostre scelte didattiche e i criteri di valutazione, difendiamo gli esiti raggiunti dagli alunni frutto della realizzazione dei percorsi didattici costruiti sui loro bisogni formativi.

MOBILITIAMO le RSU, MOBILITIAMO i docenti, INFORMIAMO i genitori degli alunni, ORGANIZZIAMO ASSEMBLEE DI ZONA per chiedere il ritiro della prova nazionale Invalsi.

MOZIONE SULLA PROVA NAZIONALE INVALSI

Il Collegio docenti della Scuola media statale ……………………………… ………… esprime la propria contrarietà alla novità della prova nazionale nell’esame di terza media, introdotta dalla Direttiva n. 16 del 25/01/2008 e specificata dalla C.M. 32 del 14/03/2008, per i seguenti motivi:

1. La circolare giunge nei mesi conclusivi dell’anno scolastico introducendo una modalità di valutazione avulsa dalla programmazione didattica attuata

2. Chiede ai docenti di svolgere un ruolo meramente esecutivo senza possibilità alcuna di intervenire né sul contenuto, né sul merito, né sulla valutazione della prova

3. Impone unilateralmente la scelta discutibile di usare i test oggettivi standardizzati come criterio di valutazione della qualità del sistema scolastico

4. Può produrre effetti dequalificanti nella misura in cui solleciterà, come è prevedibile, un adeguamento dei contenuti e delle metodologie all’obbiettivo del superamento dei test oggettivi

5. Rimane elusiva e poco trasparente sull’utilizzo dei dati raccolti.

giovedì 6 marzo 2008

Presidio a Biella

A Biella sono vietate le Assemblee ai COBAS della scuola, forse perché si preferisce mettere a tacere una voce fuori dal coro e dunque non allineata. Abbiamo denunciato quì ciò che è accaduto nell’ITIS cittadino. Ieri dopo un presidio davanti alla prefettura, siamo stati ricevuti dal prefetto, dottoressa Narcisa Livia Brassesco, alla quale abbiamo denunciato la censura che i lavoratori sono costretti a subire.

mercoledì 5 marzo 2008

Assemblea Cobas a Biella, finalmente

Dopo i vari dinieghi, FINALMENTE un dirigente scolastico biellese ha concesso i locali per un’assemblea COBAS pomeridiana. L’appuntamento è per martedì 11 marzo alle ore 16:30 presso i locali della scuola primaria “Gromo Cridis” sita in via Marucca 2 – Biella; esattamente di fronte all’Itis “Q. Sella”.

Nell’Assemblea discuteremo e ci confronteremo con Voi su:

  • Le importanti novità introdotte dal nuovo contratto (firmato e già scaduto)

  • Finanziaria 2008 e i relativi tagli alla scuola

  • IMPORTANTE – Contrattazione di Istituto interna e tutte le novità ad essa connessa.

  • Recupero (illegittimo) dei 10 minuti

  • O.M. 92 (corsi di recupero e tentativo di decurtarci le ferie estive)

Siete invitati tutti a partecipare.

martedì 12 febbraio 2008

ITIS "Q. Sella" di Biella, negato il diritto di Assemblea fuori dell'orario di servizio, non era mai successo!

E la chiamano democrazia!!!

Questo è un vero REGIME

All’Itis “Q. Sella” di Biella negata a 2 RSU Cobas una assemblea sindacale fuori dall’orario di servizio

I Cobas scuola del Piemonte denunciano l’ennesimo atto di repressione della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto di assemblea da parte della Flc-CGIL di Biella e del dirigente dell’ITIS “Q. Sella” di Biella.

Come molti lavoratori della scuola sapranno, ai Cobas è spesso negato il diritto di convocare assemblee in orario di servizio in quanto, i sindacati governativi fin dal 1999 hanno sequestrato questo diritto a docenti ed Ata (che avrebbero annualmente dieci ore a disposizione per riunirsi) trasformandolo in diritto esclusivo dei sindacati “rappresentativi”. Tutto ciò ha permesso, in questi ultimi anni, l’instaurazione di un vero e proprio “regime” monopolistico di Cgil-Cisl-Uil, sul modello degli ex-sindacati di Stato dell’Est europeo.

Da quando, però, a Biella è stata aperta una sede Cobas vi è stata una recrudescenza di tali indegni interventi da dittatura sindacale e la CGIL si è distinta per il “particolare” accanimento.

Ma all’Itis di Biella l'arbitrio è andato ben oltre: non avendoci, il dirigente, concesso l’assemblea in orario di servizio le nostre 2 RSU hanno richiesto un’aula per poter comunicare ai colleghi gli esiti dei primi incontri avuti con il CAPO d’Istituto per la firma contratto integrativo: TUTTO CIÒ FUORI DALL’ORARIO DI SERVIZIO.

Alla riunione erano stati invitati 2 rappresentanti sindacali regionali. La risposta del dirigente è stata negativa!!!

VERGOGNA!!!!!

Finora nessuno aveva osato mettere in discussione almeno il diritto di assemblea FUORI DALL’ORARIO DI LAVORO: diritto che, per inciso, non costa ASSOLUTAMENTE nulla all'Amministrazione.

Certo, alcune RSU e il DIRIGENTE non riescono a sopportare che le voci fuori dal coro contro l’ennesimo vergognoso contratto integrativo d’Istituto e contro la distruzione della scuola pubblica (in particolar modo dell’istruzione tecnico-professionale della cui commissione di “saggi” fa parte il succitato dirigente) possano parlare ed informare i lavoratori e le lavoratrici della scuola.

Invitiamo i colleghi a respingere massicciamente questo sopruso e a richiedere l'immediata restituzione ai Cobas del diritto di assemblea, visto che, oltretutto, nell’Itis sono state elette 2 RSU Cobas

Nessuno potrà più dire di non sapere o fare il Ponzio Pilato: o si sta con la democrazia per tutti/e o si è complici del sopruso e del sequestro monopolistico dei diritti democratici.