Una giornata assolutamente straordinaria, lo sciopero più grande mai organizzato dai Cobas e dal sindacalismo di base con punte massime nella scuola, dove nelle principali città si è arrivati al 60-70% di adesione, con la metà delle scuole chiuse, ma anche con ottimi risultati nel Pubblico Impiego, nei trasporti e in molti settori privati. Enorme la manifestazione di Roma, con 500.000 persone in un corteo che ha sfilato per più di 4ore da p.za della Repubblica fino a P.za S. Giovanni, la piazza delle storiche manifestazioni sindacali, riempiendola. Massiccia la presenza del popolo della Scuola Pubblica con studenti di tutte le età, docenti e ATA, genitori e cittadini, che vogliono impedire la distruzione della Scuola Pubblica, i massicci tagli ad essa, il ripristino dell’anacronistica maestra unica, l’infamia delle classi differenziate per migranti e la restaurazione di una scuola dell’800 che discrimina, minaccia e divide. Ma in piazza c’era anche una marea di lavoratori che trovano intollerabile che dopo decenni di liberismo trionfante, si ammette che lo stato i soldi li ha ma che li vorrebbe investire tutti a difendere e finanziare banche e banchieri fraudolenti e pirateschi. Visto che i soldi ci sono, dicono i lavoratori, investiamoli per aumenti salariali, per vere pensioni, per eliminare la piaga del precariato, per dare posti stabili, per ripristinare la scala mobile, per investire nella Scuola e nella Sanità pubblica. Questo il messaggio di speranza e di lotta che parte dall’enorme manifestazione di Roma e che da domani, come Cobas, riporteremo in tutta Italia. Siamo sulla buona strada, avanti così.
Scuola, Bonanni: «Se il governo ci convoca per discutere revochiamo lo sciopero»
ANSA ROMA (12 ottobre) - La Cisl potrebbe rinunciare «volentieri» allo sciopero generale sulla scuola «alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola». Lo ha affermato il segretario generale del sindacato, Raffaele Bonanni: «Siamo per la riforma della scuola di popolo, perché i lavoratori non possono mandare i figli alle scuole private ma se ne deve discutere davvero - ha detto Bonanni - Se Berlusconi vuole riappacificarsi deve convocare una riunione e so che tutto spinge in questa direzione. Così le energie potremo spenderle per cose più importanti».
Risulta sempre più evidente che lo sciopero indetto da Cgil-Cisl-Uil-Snal-Gilda per il 30 Ottobre non è stato indetto per contrastare la politica scolastica del governo Berlusconi bensì lo sciopero del 17 Ottobre proclamato dai Cobas.
Lo Snals-Confsal, che si è battuto e continua a battersi per il ripristino della serietà degli studi e perrestituire il giusto valore alla scuola del “leggere, scrivere e far di conto”,non può accettare questo ritorno al passato che penalizzerebbe in primo luogo gli alunni: in un tempo scuola di 24 ore settimanali, l’offerta formativa verrebbe drasticamente ridotta, alcuni nuovi insegnamenti introdotti negli anni, come l’informatica e l’inglese, indeboliti, e la qualità della scuola compromessa.
Fermorestando che l’organizzazione modulare va salvaguardata, lo Snals-Confsal ritiene che siano possibili altre forme di contenimento della spesa nella scuola primaria: ad esempio abolendo le compresenze e prevedendo 18 ore frontali di insegnamento per ciascun docente.
Le restanti 4 ore necessarie percompletare le 22 di insegnamento previste dal contratto di lavoro, potrebbero essere utilizzate per le supplenze di circolo o di plesso, il che comporterebbe una diminuzione della spesa per le supplenze brevi.
Si potrebbe inoltre ipotizzare un modello organizzativo di tre insegnanti su due classi che preveda un insegnante “prevalente”, a rotazione, almeno all’inizio del ciclo, prevedendo un orario settimanale di lezione di almeno 27 ore;sarebbero così salvaguardati moduli, tempo scuola e insegnamenti.................."
Sonoqueste le basi su cui i Sindacati "rappresentativi" hanno chiamato i lavoratori della scuola allo sciopero del 30 Ottobre, quando oramai il decreto Gelmini sarà legge (vi ricordo che già domani il decreto è al senato e sarà votato, presumibilmente, tra il 22 e 24 Ottobre)?
Facciamo appello dunque a tutti/e i docenti ed Ata, studenti, genitori e cittadini/e intenzionati a difendere e migliorare la scuola pubblica, perché scioperino nell’unico giorno efficace a disposizione, il 17 ottobre 2008, e partecipino alla Manifestazione Nazionale di Roma (Piazza della Repubblica, ore 10), collocandosi, con i propri simboli e bandiere, dietro lo striscione unitario “NO ALLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA”, firmato da “Il popolo della scuola pubblica”.
Il ministro Brunetta a proposito degli insegnanti ha dichiarato: "I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e in maggioranza non sono neppure entrati per concorso, ma grazie a sanatorie. E poi 1.300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l´insegnamento è part-time e come tale è ben pagato".
Gli ha risposto per le rime il nostro Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola: "Senti chi parla, Brunetta da docente universitario prende quattro volte lo stipendio di un insegnante di scuola e ha un orario molto più ridotto. Parla delle ore di insegnamento ma si scorda quelle che il docente impegna per preparare le lezioni, aggiornarsi e valutare gli studenti. La sua uscita bizzarra contribuirà al successo del nostro sciopero e della manifestazione del 17 ottobre a Roma".
Abbiamo denunciato i pesanti tagli alla scuola pubblica ad opera del ministro Gelmini e Tremonti. Vogliamo però mostrarvi i numeri di tale distruzione che inevitabilmente si ripercuoterà sulla qualità dell’Istruzione. Vi invitiamo dunque ad aprire questo [link] e ad analizzare nel dettaglio i numeri tratti dal “Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (di cui all’art. 64 dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 – Brunetta)” emanato il 26/09/2008.
Incalzato dal crescente movimento di protesta contro la politica scolastica di Gelmini-Tremonti, il governo pone la fiducia alla Camera sul decreto Gelmini. Non è una prova di forza ma la dimostrazione di una debolezza .Al di là dei compiacenti sondaggi, infatti, il governo sa che la maggioranza di docenti, Ata, studenti e genitori che hanno a cuore le sorti della scuola, sono ostili alla volontà tremontiana di “fare cassa” massacrando i servizi pubblici, al terrificante taglio di posti di lavoro (circa 200 mila), al ritorno della vetusta figura della maestra unica, al ripristino di una scolarità da libro-Cuore, con grembiulini e bocciature per la “condotta”. Il governo ha tempo fino al 31 ottobre per convertire il decreto, ma ciò che teme non sono tanto le “trappole” alla Camera e al Senato (dove il decreto verrà discusso la prossima settimana) quanto la dimostrazione di forza che il popolo della scuola pubblica sta preparando per il 17 ottobre, giorno dello sciopero generale e della manifestazione nazionale a Roma, promossa dai Cobas. Nelle ultime settimane in tutta Italia si sono svolte migliaia di assemblee e iniziative di piazza, e in tutte la parola d'ordine unanimemente condivisa è quella di arrivare il 17 ottobre allo sciopero generale di tutto "il popolo della scuola pubblica". Fortissima è la pressione degli iscritti/e ai sindacati "maggiormente rappresentativi" verso i propri vertici, affinchè si arrivi a questo grande momento unitario in difesa della scuola pubblica.
Facciamo comunque appello a tutti/e i docenti ed Ata, studenti, genitori e cittadini/e intenzionati a difendere e migliorare la scuola pubblica, perché scioperino nell’unico giorno efficace a disposizione, il 17 ottobre, e partecipino alla manifestazione nazionale di Roma (P.della Repubblica, ore 10), collocandosi, con i propri simboli e bandiere, dietro lo striscione unitario “NO ALLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA”, firmato da “Il popolo della scuola pubblica”.
Da Torino stiamo organizzando il viaggio in Pullman
La partenza è prevista per Giovedì 16 Ottobre alle ore 24,00, l'arrivo a Roma è previsto per le ore 8,30 di Venerdì.
Per il rientro: partenza da Roma alle ore 16,00 con arrivo a Torino previsto per le 24,00 circa.
Per questioni organizzative, accettiamo le prenotazioni entro lunedì 13 Ottobre. Per prenotare e avere altre informazioni: e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com o telefonare ai seguenti numeri: 011334345 (lasciare anche un messaggio), 3477150917 (lasciare anche un messaggio).
Ogni giorno che passa, si approfondisce e si allarga in tutta Italia la protesta contro la distruzione della scuola pubblica, i tagli devastanti di posti di lavoro, classi, orario, il maestro/a unico/a e in generale contro tutta la politica scolastica di Gelmini-Berlusconi. Dopo la grande giornata di mobilitazione del 4 Ottobre a Torino, continuano a svolgersi dappertutto migliaia di assemblee partecipatissime, sit-in, presìdi e occupazioni di scuole, a cui partecipano non solo docenti ed Ata ma anche studenti, genitori e cittadini interessati/e a difendere e migliorare la scuola pubblica. In particolare in tutte le assemblee e mobilitazioni di docenti ed Ata la parola d'ordine unanimemente condivisa è quella di arrivare il 17 ottobre allo sciopero generale di tutto "il popolo della scuola pubblica", anche perchè si prevede che il Dl 137 (Gelmini) sarà approvato entro il 22 Ottobre. Non c’è più tempo da perdere Fortissima è la pressione degli iscritti/e ai sindacati "maggiormente rappresentativi" verso i propri vertici, che per il momento però restano sordi e muti, affinchè anche essi convochino lo sciopero nella stessa giornata del 17, già promossa dai Cobas. Noi facciamo appello a tutti i docenti ed Ata, e in generale all'intero popolo della scuola pubblica che sa quale è veramente la posta in gioco - e cioè la distruzione e ridicolizzazione di una scuola che, a puro fine di risparmio aziendale, si vuole ridurre ad un "parcheggio" produttore di ignoranza e superficialità - a promuovere con noi lo sciopero generale di tutta la scuola per il 17 ottobre; e a partecipare tutti/e alla grande manifestazione che si terrà a Roma, in un possente blocco unitario della scuola che dimostri la forza e la presenza numerica dei difensori di una istituzione che deve essere la principale fonte di educazione e formazione adeguata di cittadini/e in grado di "leggere il mondo da soli" e non succubi impotenti e ignoranti dei grandi poteri economici, aziendali e politici. Prepariamo unitariamente lo sciopero e la manifestazione del 17, no alla distruzione della scuola pubblica, Gelmini vattene. Da Torino stiamo organizzando il viaggio in Pullman La partenza è prevista per Giovedì 16 Ottobre alle ore 24,00, l'arrivo a Roma è previsto per le ore 8,30 di Venerdì. Per il rientro: partenza da Roma alle ore 16,00 con arrivo a Torino previsto per le 24,00 circa. Per questioni organizzative, accettiamo le prenotazioni entro lunedì 13 Ottobre. Per prenotare e avere altre informazioni: e-mail: cobas.scuola.torino@katamail.com o telefonare ai seguenti numeri: 011334345 (lasciare anche un messaggio), 3477150917 (lasciare anche un messaggio).
Sciopero generale della scuola il 17 ottobre contro il maestro unico e l’intera politica scolastica di Berlusconi-Tremonti-Gelmini
L’anno scolastico si apre sotto il peso dell’aggressione massiccia alla scuola pubblica da parte del governo Berlusconi, che, raccolto il peggio delle politiche di Berlinguer, Moratti e Fioroni, cerca di assestare il colpo definitivo alla scuola pubblica, impoverendola e ridicolizzandola all’inverosimile. Il governo vuole tagliare 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di ATA, a cui si aggiungono i 47 mila posti già soppressi dalla Finanziaria Prodi, per un totale inaudito di 160 mila posti in meno: il che si tradurrebbe, oltre che nella massiccia espulsione di precari, nell’aumento a dismisura degli alunni per classe, nella riduzione delle materie e delle ore di lezione, nell’attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all’handicap, nella cancellazione delle scuole con meno di 500 alunni. Nella foga distruttiva, Berlusconi-Tremonti-Gelmini vogliono addirittura imporre alle elementari il ritorno all’ oramai inverosimile maestro unico tuttologo degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, che, oltre a far sparire altre decine di migliaia di posti, immiserirebbe un insegnamento che ha reso la scuola elementare italiana apprezzatissima nel mondo, tramite la pluralità docente che ha approfondito la conoscenza disciplinare e lo spirito di collaborazione. Ma il governo se ne frega della didattica e pensa solo di ottenere nuovi risparmi ai danni di una scuola già prossima al collasso. I primi a farne le spese, oltre agli studenti, saranno i docenti e ATA precari espulsi dalla scuola dopo magari venti anni di contratti a tempo determinato. Infine, la ministra Gelmini pensa di dare una parvenza di grottesca serietà al tutto tramite il ripristino del voto di condotta, che da solo comporterebbe bocciatura se insufficiente, come se con tale minaccia si potesse recuperare gli studenti “riottosi” all’amore per una scuola pubblica così martoriata.
A cotanto attacco deve corrispondere una risposta, da parte di docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini interessati alla scuola pubblica, altrettanto poderosa. Già i precari, i più massacrati in tale processo, hanno dato segnali di lotta; ma invitiamo tutti/e coloro che vogliono difendere la scuola pubblica a lavorare con noi per lo sciopero generale, convocato per il 17 ottobre dai Cobas e dalle altre principali forze del sindacalismo antagonista, CUB e SdL, e per una grande manifestazione nazionale.
Sia quest’anno scolastico, che si apre sotto auspici così negativi, un anno di grandi lotte in difesa e per il miglioramento della scuola pubblica!
La volontà del ministro Gelmini di reintrodurre il maestro unico nella scuola elementare è gravissima. Ormai sono vent’anni che questa figura è stata superata definitivamente, estendendo a tutta la scuola l’esperienza di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti che era maturata nel Tempo pieno. La pluralità docente ha permesso ai maestri e alle maestre di approfondire la conoscenza disciplinare e ha rafforzato lo spirito di collaborazione, rendendo la scuola elementare una comunità di conoscenze.
Il governo invece vuole solamente un ritorno al passato che gli permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica. Che senso ha infatti stravolgere la scuola elementare, che tra l’altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali, se non con l’obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato e delle scuole private?
Cosa significa in termini di didattica
la restaurazione del maestro unico nella scuola italiana
Non sarebbe più possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto.
Non sarebbe più possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento. Ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine.
Non sarebbero più possibili le uscite didattiche nel territorio, musei, aule didattiche decentrate, manifestazioni sportive… Per evidenti questioni di sicurezza il singolo insegnante non può uscire dalla scuola con la classe da solo. Fino ad oggi questa didattica aperta al territorio era possibile per la presenza di più insegnanti e delle compresenze.
Non sarebbe più possibile per i genitori rapportarsi ad un gruppo di insegnanti. Il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza possibilità di confrontarsi a più voci.
Non sarebbe più possibile una didattica di recupero e di arricchimento dell’offerta formativa perché sparirebbero le compresenze e quindi la possibilità di organizzare percorsi ad hoc per alunni in difficoltà o attività di arricchimento che prevedano lavori a gruppi.
Cosa significa in termini di posti di lavoro
Un calcolo preciso è difficile farlo, sia perchè i dati che si hanno non sono nuovissimi, sia perchè sono parziali. Calcolando che le classi elementari statali in Italia nell'anno scolastico 2006/2007 erano 138.524 e che circa 1/5 erano a Tempo Pieno, lasciando un insegnante per classe, nelle classi a Tempo Pieno il taglio sarebbe di 27.704 insegnanti; nelle classi a modulo ne verrebbero tagliati 55.410
In totale il taglio di insegnanti di scuola elementare per la restaurazione a regime del maestro unico sarebbe di 83.114 maestre e maestri.
… e il Tempo Pieno?
È evidente che la restaurazione del maestro unico annulla di fatto il Tempo Piano. D’altronde l’esperienza del Tempo Pieno è stata il canale di pratiche e sperimentazioni attraverso cui la pluralità decente si è affermata per tutta la scuola italiana.
Sapevamo che la ministra Gelmini aveva presentato una corposa difesa dell'OM 92 e che quindi, presumibilmente, il Consiglio di Stato avrebbe dichiarato che l’istanza incidentale di sospensione non era da accogliere. Così è stato. Considerata la difesa dell'ordinanza ministeriale da parte dell'attuale amministrazione, risulta evidente che la ministra ritiene di poter gestire “efficacemente” la riforma : staremo a vedere. Per il momento, con il suo primo concreto atto di difesa dell'esistente, l'amministrazione sembra perseguire la linea della continuità con i precedenti governi. Rimangono invece in campo tutti gli elementi negativi e problematici sin qui evidenziati dai Cobas: la mancanza di fondi che ha comportato, in itinere, forme di recupero per gruppi accorpati di studenti disomogenei per provenienza e, nella stragrande maggioranza dei casi, per un numero di ore al di sotto delle previste 15 ore dell'ordinanza ministeriale. Ciò comporterà una serie infinita di ricorsi dei genitori ai danni degli insegnanti; la tendenza a bocciare alunni con più di 2 debiti gravi, con incremento notevole dell'abbandono scolastico; la tendenza ad eliminare debiti nelle materie dove ci siano risultati scadenti ma non gravemente insufficienti, con notevole degrado del sistema valutativo; il ritardo nella formazione delle classi, che normalmente viene fatta a luglio e che sarà possibile solo al termine delle verifiche e dello scrutinio finale, con buona pace di un ordinato avvio dell'anno scolastico; l'erosione delle ferie, visto che solo spostando esami e scrutini a settembre sarebbe possibile usufruire delle ferie come si è sempre fatto, ma ciò sembra essere precluso dall'ordinanza ministeriale che impone il recupero entro il 31 agosto ( salvo casi eccezionali). Se questo è il segno nel quale si vuole continuare lungo la strada del degrado della scuola pubblica ( evidente ormai a tutti dopo i dieci anni dello sfascio determinato dall'ingresso dell'autonomia scolastica), i COBAS hanno già pronto un caldissimo autunno. Roma, 4 giugno 2008 Esecutivo Nazionale Cobas
Torino via San Bernardino 4 (10141) tel./Fax 011/334345
Aperta il martedì, giovedì e venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19,30
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CUNEO: via Cavour 5 (12100) tel./fax 0171 699513 cell. 329 3783982 e-mail cobasscuolacn@yahoo.it
BIELLA: Via Lamarmora 25 Tel/Fax 0158492518 e-mail: cobas.biella@tiscali.it (la sede è aperta il martedì dalle ore 16,00 alle ore 18,00)
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