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lunedì 27 ottobre 2008

LA MOBILITAZIONE PER DIFENDERE L'ISTRUZIONE PUBBLICA CRESCE E SI ESTENDE

Straordinaria la giornata di sciopero del 17 ottobre scorso organizzato da Cobas, Cub, SdL, massicciamente partecipato nella scuola, con punte massime nelle principali città, dove si è si è arrivati al 60-70% di adesione, e con la metà delle scuole chiuse, ma anche con significativi risultati nella Pubblica Amministrazione, nella Sanità e nella Università, in settori del lavoro privato, soprattutto nei trasporti.

Enorme la manifestazione di Roma: il corteo ha sfilato per più di 4 ore dimostrando la presenza di svariate centinaia di migliaia di persone.

Il popolo della Scuola Pubblica , studenti di tutte le età, docenti, Ata, genitori, si è imposto con la sua partecipazione massiccia, si è fuso con la marea di lavoratori del lavoro privato e pubblico.

Consistente la partecipazione al corteo di decine di migliaia di studenti medi e universitari. Quest'ulitimi, in particolare hanno dato (e continuano a dare) vita ad un grande e partecipato movimento diffuso in tutte le università italiane, che occupa le facoltà, blocca la didattica, manifesta per le vie delle città: oggi pomeriggio uno straordianrio sit-in di 20-30.000 persone (in prevalenza studenti universitari), davanti al senato dove è in discussione il decreto gelmini, ha fatto sentire il fiato sul collo ai rappresentanti del popolo.

Insomma, la protesta e la mobilitazione contro la distruzione dell'istruzione targata Berlusconi-Tremonti- Gelmini (ma con la sostanziale complicità del centrosinistra, come ci ha confermato stasera ad Anno Zero Veltroni difendendo i peggiori arnesi del centrosinistra: autonomia, riforma dei cicli di Berlinguer, premialità, ecc.) partita dalle scuole e sostenuta da lavoratori della scuola, da genitori, da studenti medi, da tanti cittadini, è dilagata nelle università assumendo dimensioni gigantesche e coinvolgendo ulteriori strati: dottorandi, ricercatori, docenti di ruolo. Appaiono molto precise le posizioni del movimento sia della scuola che dell'università:

- non vogliamo pagare la crisi delle banche e degli speculatori finanziari

- no alla trattativa col governo Berlusconi per limitare il danno dei tagli

- il governo deve ritirare i decreti Brunetta e Gelmini.

Se il governo vuole risparmiare, tagli le esorbitanti spese militari e quelle elefantiache per mantenere un sistema politico corrotto e che non rappresenta i cittadini italiani.

Il progetto berlusconiano di ridurre a puri simulacri la scuola e l'università statale per fare arricchire i gestori di quelle private non passerà.

Per approfondire e tenersi aggiornati sulle mobilitazioni:

www.cobas-scuola.it www.cespbo.it

lunedì 20 ottobre 2008

17 OTTOBRE 2008: UNA GIORNATA ASSOLUTAMENTE STRAORDINARIA

Una giornata assolutamente straordinaria, lo sciopero più grande mai organizzato dai Cobas e dal sindacalismo di base con punte massime nella scuola, dove nelle principali città si è arrivati al 60-70% di adesione, con la metà delle scuole chiuse, ma anche con ottimi risultati nel Pubblico Impiego, nei trasporti e in molti settori privati.
Enorme la manifestazione di Roma, con 500.000 persone in un corteo che ha sfilato per più di 4ore da p.za della Repubblica fino a P.za S. Giovanni, la piazza delle storiche manifestazioni sindacali, riempiendola. Massiccia la presenza del popolo della Scuola Pubblica con studenti di tutte le età, docenti e ATA, genitori e cittadini, che vogliono impedire la distruzione della Scuola Pubblica, i massicci tagli ad essa, il ripristino dell’anacronistica maestra unica, l’infamia delle classi differenziate per migranti e la restaurazione di una scuola dell’800 che discrimina, minaccia e divide.
Ma in piazza c’era anche una marea di lavoratori che trovano intollerabile che dopo decenni di liberismo trionfante, si ammette che lo stato i soldi li ha ma che li vorrebbe investire tutti a difendere e finanziare banche e banchieri fraudolenti e pirateschi. Visto che i soldi ci sono, dicono i lavoratori, investiamoli per aumenti salariali, per vere pensioni, per eliminare la piaga del precariato, per dare posti stabili, per ripristinare la scala mobile, per investire nella Scuola e nella Sanità pubblica.
Questo il messaggio di speranza e di lotta che parte dall’enorme manifestazione di Roma e che da domani, come Cobas, riporteremo in tutta Italia.
Siamo sulla buona strada, avanti così.