Riportiamo il parere legale dell’avvocato Francesco Orecchioni della sede Cobas scuola di Padova. Recentemente anche alcune riviste della scuola (Tecnica della scuola) hanno sollevato il problema della legittimita’ degli scrutini a luglio ed agosto: il rischio e’ che le scuole vengano sommerse da ricorsi degli alunni respinti. Sul sito cobas scuola di Padova sono riportate anche diverse mozioni approvate dalle scuole e altro materiale sull’ordinanza: http://www.cesp-
Ecco il parere legale:
Spiace constatare che le organizzazioni sindacali, in altri momenti molto attente a contestare la legittimita' dei provvedimenti governativi, si siano lasciate sfuggire una evidente violazione di legge che emerge dalla lettura dell’art.8 dell’ordinanza in esame, nella parte in cui prevede che le operazioni di integrazione dello scrutinio finale salvo casi eccezionali da documentare debitamente- debbano concludersi entro il 31 agosto ( fine dell’anno scolastico).
L’art.74, 2 comma del D. Lgs n.297/1994 (Testo Unico della scuola), dispone infatti che LE ATTIVITA’ DIDATTICHE, COMPRENSIVE ANCHE DEGLI SCRUTINI ED ESAMI, SI SVOLGONO NEL PERIODO COMPRESO TRA IL PRIMO SETTEMBRE E IL 30 GIUGNO, con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturita'
L’ordinanza in esame è dunque illegittima per violazione di legge in quanto prevede lo svolgimento di attivita' in un periodo in cui tali attivita' non possono essere svolte per espressa disposizione legislativa. Fino ad una modifica della legge, pertanto, dette attività potranno essere svolte o entro il 30 giugno oppure a settembre, sotto pena di una valanga di ricorsi di alunni bocciati a causa dello svolgimento delle attivita' (corsi, verifiche, scrutini) in periodi in cui tali attivita' sono precluse.
Essendo i docenti degli istituti superiori impegnati anche come commissari d’esame tra giugno e luglio ed essendo dunque evidente che in tale periodo le attivita' previste dall’ordinanza non si possono tenere, lo slittamento delle verifiche a settembre risulta inevitabile.
Avvocato Francesco Orecchioni
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venerdì 1 febbraio 2008
Illegittima l'O.M. 92/2007 sul recupero debiti nella scuola superiore
domenica 6 gennaio 2008
IL MINISTRO FIORONI NON RECUPERA, SOSPENDIAMOLO!!!
Con il Decreto ministeriale del 3 ottobre scorso e la successiva Ordinanza del 5 novembre, il Ministro Fioroni entra nel merito delle attività di recupero per le/gli studenti ad anno già iniziato, d'autorità, senza consultare gli operatori della scuola, ma utilizzando un semplice atto amministrativo. In particolare l'Ordinanza Ministeriale 92 del 5 novembre crea un coaervo di problemi che sembrano far implodere la stessa attività didattica già programmata dalle scuole, e altri ne solleva di difficile soluzione. Si pongono innanzitutto: questioni didattiche, per il sovrapporsi di modalità di recupero che ad attività scolastica già iniziata ed impostata comporterebbero la riformulazione dei Piani dell'offerta formativa e delle programmazioni già in atto, nonché la definizione di nuove modalità e percorsi per interventi che non possono essere improvvisati, ma vanno pensati, modulati, analizzati con serietà, se non si vuole trasformare la scuola in un gigantesco fast food del recupero; problemi di efficacia dell'intervento per le attività di recupero di fine anno, se il recupero deve avvenire entro il 31 agosto e gli studenti terminano le lezioni il 10 giugno, mentre gli insegnanti sono ancora impegnati in attività di scrutinio, progetto e in esami finali che si concludono, se va bene, a metà luglio, quando si terranno i corsi direcupero? Nel periodo di peggiore canicola? Tra la seconda metà di luglio e il 31 agosto? Quando le città si svuotano e gli studenti e docenti sono, si sa, al massimo delle proprie facoltà? sindacali , quali la negazione nei fatti del diritto al godimento delle ferie, visto quanto detto sopra; economici: i fondi a disposizione non rendono possibile la relativa copertura economica, per cui i corsi dovranno essere sovraffollati, effettuati per più gruppi di alunni e per classi diverse tra di loro per programma e impostazione privilegiando alcune aree disciplinari a discapito di altre, determinando così l'inefficacia dell'intervento. Per non parlare della possibilità di sospensione della normale attività didattica per dare luogo a forme di recupero in itinere che potranno vedere decurtato anche il 20% dell'attività di insegnamento a favore dei corsi stessi. Per questi motivi i COBAS chiedono l'immediato ritiro dell'Ordinanza Ministeriale del 5 novembre scorso e sottolineano come organizzazioni sindacali, che non sono intervenute nel merito della questione in relazione al disagio di docenti e studenti, sono stati invece solerti sostenitrici delle ragioni dei Dirigenti scolastici i quali individuano, sì, a loro volta gravi problemi determinati dall'OM in questione, ma chiedono che l'organizzazione e la gestione delle procedure sia totalmente affidata ai dirigenti (con buona pace del potere degli organi collegiali).
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